Un tempo le corse sui circuiti di tutto il mondo riuscivano a infiammare i cuori degli sportivi, anche dei meno appassionati, perché regalavano emozioni così intense da restare senza fiato. La Formula 1 era la regina dei motori, rappresentava lo sport estremo per eccellenza con le sue folli corse a 300 km/h, le frenate al limite, i duelli all’ultima curva di velocità e di nervi, i suoi spettacolari incidenti. Le scommesse sportive sui vincitori dei Gran Premi e sul titolo iridato erano sempre in bilico, incerte fino all’ultimo giro e all’ultimo sorpasso, fino alla bandiera a scacchi.

Oggi le quote sono stabili e facilmente indovinabili, i risultati prevedibili e il divertimento di giocare e di scommettere è quasi pari a zero.

Piano piano, insomma, la regina delle corse ha abdicato, forse è invecchiata, ma in ogni caso ha lasciato il trono, ha perso la verve, si è trasformata in una vecchia e noiosa signora.

La Formula 1 è noiosa, lo dicono i piloti.

Ormai è un discorso già sentito, e a farlo non sono soltanto gli appassionati e i tifosi, oppure i giornalisti sportivi: i primi a lamentarsi della Formula 1 sono proprio i protagonisti, ovvero i piloti. Da Alonso a Verstappen, passando per Alex Zanardi (uno che di motori se ne intende) e arrivando a Raikkonen, sembrano tutti concordi: la Formula 1 è diventata noiosa, soprattutto perché durante i Gran Premi non viviamo più le emozioni di un tempo, non vediamo azzardi e sorpassi.

La colpa di questo è sicuramente da imputare alle trasformazioni ingegneristiche dei tempi moderni: l’elettronica, nel sistema di guida e di controllo della vettura, è diventata sempre più importante, fino a oggi, dove fa da padrona. Un Gran Premio si vince dai box, nella preparazione in officina, l’abilità del pilota passa in secondo piano, così come la casualità di una rottura, di un sorpasso azzardato, di uno pneumatico più o meno performante.

Ma le cause di questo declino della Formula 1 non risiedono soltanto nei fattori tecnici legati alla prestazioni delle vetture: i nuovi regolamenti infatti hanno cambiato molto il mondo delle corse. Oggi i commissari di gara sembrano aver preso il posto dei piloti, trasformandosi nei veri protagonisti dei Gran Premi. Regole più ferree, attuate con severità, hanno trasformato la Formula 1 in uno spettacolo tutt’altro che divertente.

Perché la Formula 1 è noiosa?

La disaffezione dei tifosi verso la Formula 1 è quindi da imputare a fattori diversi. Se un tempo la potenza delle auto e le gomme facevano la differenza, permettendo ai piloti di mostrare tutta la loro capacità, quindi all’abilità o all’errore umano di fare la differenza in pista, oggi non è più così. I piloti insomma non sono più degli “artisti del volante” dotati di creatività oltre che di talento, ma somigliano più a ingegneri molto capaci e molto spaventati dalle regole e dalle penalizzazioni che possono derivare da un sorpasso azzardato o da una guida un po’ rischiosa. Insomma, nessuno rischia più niente, a discapito dello spettacolo e delle emozioni.

La Formula 1 oggi è noiosa perché mancano le emozioni di un tempo, ha perso grinta e spettacolarità. Meno emozioni significa meno tifosi, è un’equazione molto semplice, che andrà a penalizzare quello stesso establishment di Formula 1 che ha voluto trasformare uno sport estremo in un noioso trenino elettrico.

Dove finita la magia della Formula 1?

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